“Chiedo scusa alla famiglia del brigadiere Legrottaglie. Sono distrutto per quello che è successo. Io mi sarei fermato subito”. Lo ha detto in tribunale a Brindisi il 58enne Camillo Giannattasio, a processo con l’accusa di concorso in omicidio pluriaggravato per la morte del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie, ucciso in un conflitto a fuoco, la mattina del 12 giugno 2025, a Francavilla Fontana.
Il militare, medaglia d’oro al valore, quella mattina era di pattuglia, insieme a un collega, quando sorprese alla periferia della cittadina pugliese Michele Mastropietro, pregiudicato di 59 anni, che era a bordo di una vettura rubata. Insieme a lui, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, c’era Giannattasio. Di fronte all’alt dei carabinieri, Mastropietro sparò uccidendo il maresciallo, ma rimase ucciso poco dopo in un secondo conflitto a fuoco con due poliziotti, mentre cercava di fuggire.
In apertura di udienza, Giannattasio ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee per fornire la sua versione dei fatti. L’imputato ha riferito di essere stato contattato da Mastropietro per riparare un’auto rimasta in panne in un piazzale di Francavilla Fontana e, solo lungo il tragitto avrebbe scoperto che la vettura sulla quale viaggiavano era rubata. Il 58enne si sarebbe quindi rifiutato di effettuare la riparazione ma a quel punto i due avrebbero incontrato la pattuglia dei carabinieri, con cui è partito il conflitto a fuoco durante la fuga.
L’imputato ha riferito di non sapere neppure che Mastropietro era armato e di avergli detto di fermarsi all’alt, ma senza successo. In base alla ricostruzione, i due dopo la fuga in auto, finita contro un palo della luce, furono intercettati nelle campagne di Grottaglie, dove ci fu la seconda sparatoria con i poliziotti, nella quale rimase ucciso Mastropietro.
Al processo, iniziato lo scorso 27 gennaio, si sono costituite come parti civili la moglie e le due figlie della vittima, l’altro carabiniere di pattuglia e l’avvocatura dello Stato, in rappresentanza del ministro dell’Interno e del ministro della Difesa.
Fabrizio Ricciardi





























