Potrebbe essere stato un proiettile a uccidere Antonio Nisi, il giardiniere 34enne trovato morto a Ostuni: ad attestarlo l’autopsia eseguita ieri, mercoledì 21 ottobre, sul corpo della vittima. Ma per averne la certezza bisognerà attendere gli esiti degli esami istologici e tossicologici effettuati.
È stata confermata, dunque, la prima ispezione cadaverica eseguita dal medico legale Domenico Urso, che aveva subito rilevato una ferita sull’ascella destra della vittima compatibile con un colpo d’arma da fuoco. L’autopsia, stabilita dalla Procura e condotta sempre da Urso, è durata circa quattro ore e ha avuto luogo nel cimitero della città bianca: sul luogo anche il perito balistico Riccardo Ramirez e un consulente di parte, il dottor Leonardo Vitale, nominato dal legale di Gabriele Sorada, il 28enne in carcere perché indagato di omicidio, nonché di detenzione illegale di armi in luogo pubblico. Mentre i legali della famiglia della vittima e del secondo indagato per favoreggiamento, un uomo di 46 anni, avrebbero scelto di non nominare consulenti per l’esame autoptico.
Entro 90 giorni, le analisi tossicologiche e l’estrazione del DNA. eseguite dalla Dott.ssa Nunzia Vacca, confermeranno o meno quanto ipotizzato fino ad ora: ossia che a causare il decesso di Nisi sia stata l’ogiva di un colpo di pistola calibro 6,35 che avrebbe attraversato il torace dell’uomo fino all’addome, danneggiando diversi organi interni. Proseguono le ricerche per ritrovare l’arma del delitto.
Da chiarire non solo i contorni della vicenda, ma anche il movente: la pista perseguita dagli inquirenti è quella di un debito di droga che avrebbe portato Sorada a mandare dei messaggi minatori al cellulare della fidanzata di Nisi. Quest’ultimo, allora, si sarebbe recato sotto casa del suo possibile assassino per un confronto di persona: da lì la discussione sfociata poi nei colpi di pistola. Nonostante Sorada, costituitosi ai Carabinieri nella mattinata di sabato 17 ottobre, dopo il ritrovamento del cadavere la notte precedente poco distante dalla sua dimora, abbia più volte dichiarato di aver sparato “solo per spaventare e allontanare Nisi, non per ucciderlo”.





























