È finita la caccia all’arma del delitto relativo all’omicidio del 34enne Antonio Nisi, avvenuto tra i vicoli di Ostuni nella notte tra il 15 e il 16 ottobre. È stato lo stesso indagato, il 28enne Gabriele Sorada, a indicare agli inquirenti dove si trovava la pistola. I Carabinieri l’hanno rinvenuta in un canneto nell’agro brindisino, una vecchia Beretta calibro 6,35.

A dare una svolta alle indagini dopo due settimane di ricerche, a cui avevano contribuito senza esito positivo anche i Carabinieri subacquei di Pescara, è stato proprio Sorada, in carcere con l’accusa di omicidio volontario che, dopo giorni di riflessione e richieste da parte della pm, ha lasciato una dichiarazione scritta con le indicazioni per il ritrovamento dell’arma. Così giovedì scorso, scortato dalla polizia penitenziaria di Brindisi, l’indagato ha condotto gli inquirenti in contrada Lamardilla, dove effettivamente si trovava la pistola.

La scelta di Sorada di collaborare con all’indagine sembra voler comprovare la sua tesi di difesa: ossia che avrebbe sparato solo per spaventare e allontanare la vittima e non per ucciderla. Al momento sono in corso le analisi dell’arma. Resta da chiarire anche il movente che, per quanto emerso sin qui, sembrerebbe essere legato alla droga. Nella vicenda è indagato anche un altro uomo, di 46 anni, per favoreggiamento.

Damiana Civita