Le minacce per messaggio al telefono della compagna, la lite e poi i proiettili: si inizia a ricostruire la dinamica dietro la misteriosa morte del giardiniere 34enne di Ostuni, Antonio Nisi, che ha lasciato sconvolta un’intera comunità.

Il giovane era stato rinvenuto senza vita nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre, nel centro storico di Ostuni, in via Imbriani. A ritrovare il cadavere gli amici e la compagna, preoccupata per le telefonate senza risposta: dopo i primi accertamenti era emersa chiara una ferita compatibile con un colpo d’arma da fuoco sul braccio del 34enne, che aveva fatto prontamente scattare le indagini per omicidio e disporre alla Procura il sequestro della salma per l’autopsia.

La mattina di sabato 17 ottobre, Gabriele Sorada, 28 anni, si è recato alla Caserma dei Carabinieri del luogo con il suo legale per costituirsi e raccontare la propria versione dei fatti, attualmente al vaglio degli inquirenti. Sorada ha raccontato di aver sparato solo per spaventare Nisi, non per ucciderlo, eppure sono almeno due i proiettili che avrebbero colpito l’uomo. La vittima, stando al racconto di Sorada, si era presentata sotto l’abitazione di quest’ultimo, invitandolo ripetutamente e con insistenza a raggiungerlo in strada per un incontro. Sorada si sarebbe detto preoccupato del confronto con Nisi a tal punto da aver chiesto l’aiuto di un amico. Il cadavere, di fatti, era stato ritrovato a pochi metri di distanza proprio dalla casa del 28enne, da ieri in carcere con l’accusa di omicidio volontario e di detenzione illecita di armi in luogo pubblico.

Spunterebbe così l’ombra di un terzo uomo, ma gli inquirenti, al momento, nutrono riserve su questa ricostruzione e proseguono con le indagini. Mentre si attende l’interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip, è arrivato l’esito dell’ispezione del medico legale Domenico Urso: il proiettile, di cui era stata rinvenuta traccia all’altezza dell’ascella destra, sarebbe entrato nel corpo della vittima attraversando tutto il torace fino all’addome.