Trasporto illegale di 33mila tonnellate di materiale ferroso, falsificazioni e alterazioni della documentazione di bordo, operazioni vietate di carico merci, dichiarazioni false del Comandante. Il tutto volto ad aggirare le sanzioni nei confronti della Federazione Russa previste dal regolamento europeo per il conflitto russo-ucraino. Si tratta degli elementi che hanno condotto nel porto di Brindisi al sequestro di una motonave battente bandiera di un’isola dell’Oceania e del suo intero carico. Indagati, inoltre, in concorso tra loro, l’importatore, l’armatore e alcuni componenti dell’equipaggio.
Gli accurati controlli effettuati dalla guardia di finanza e dall’agenzia delle dogane di Brindisi sul sistema elettronico di navigazione hanno permesso di stabilire come la nave abbia sostato e caricato merce vietata in un porto russo sottoposto a sanzioni. Inoltre, il GPS della motonave era stato disattivato nei pressi del suddetto porto proprio per occultare le oeprazioni in atto, sottrarsi alla geolocalizzazione ed aggirare i successivi controlli.
Per queste ragioni e per avere eluso le misure restrittive imposte dall’Unione Europea la nave proveniente dalle acque russe del Mar Nero è stata sottoposta ad un sequestro preventivo d’urgenza assieme all’intero carico di materiale illegale.
Nicola di Chio

























