Hanno potuto girare tranquillamente per le vie di Fasano col volto coperto e una tanica di benzina, tra la gente che si voltava dall’altra parte. Hanno potuto compiere così, indisturbati, una serie di attentati, degli incendi dolosi per fare ritrattare una testimonianza. E poi estorsioni e spaccio di stupefacenti. Si è conclusa stamane con nove arresti l’operazione dei carabinieri supportati dai Cacciatori di Puglia e il nucleo cinofili. Tre persone sono finite in carcere, due ai domiciliari e quattro con obbligo di dimora.

Si tratta di fasanesi, ritenuti responsabili dei reati di estorsione aggravata, incendio, detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ricettazione e furto aggravato di autovetture. I miliari hanno documentato numerosi episodi incendiari avvenuti a Fasano tra il 2019 e il 2020 e in particolare quelli che hanno colpito, in diverse occasioni il bar-pub “Ciporti”.

Nel maggio 2019, un imprenditore fasanese ha subito l’incendio della propria autovettura e della porta di ingresso del suo risto-pub che è stato poi definitivamente dato alle fiamme nel dicembre del 2019. I carabinieri sono riusciti a identificare il presunto mandante e il presunto esecutore materiale degli episodi. Il mandante avrebbe commissionato gli incendi a un giovane disoccupato, per costringere l’imprenditore a ritrattare una testimonianza resa nel corso di altro procedimento penale iscritto a carico del figlio del mandante.

Il giovane disoccupato sarebbe anche responsabile dell’incendio di altre due autovetture e della finestra di una gelateria. Le successivi indagini hanno permesso di scoprire che altri soggetti amici dei due malviventi si sono resi responsabili di numerose cessioni di sostanze stupefacenti nel territorio di Fasano, della ricettazione di due autovetture provento di furto e del furto di una autovettura poi restituita, con un’altra estorsione, al legittimo proprietario.