Gambizzazioni e attentati: due persone sottoposte a fermo dai carabinieri

Gambizzazioni e attentati: due persone sottoposte a fermo dai carabinieri

Svolta nelle indagini dopo gli ultimi due mesi di fuoco in città

Quattro uomini feriti a colpi di arma da fuoco nell’ultimo mese a Brindisi: finiscono in carcere due giovanissimi componenti dei gruppi criminali che si stanno fronteggiando in città per il controllo del territorio. Si tratta di due brindisini poco più che ventenni: Antonio Borromeo, di 24 anni, e Antonio Lagatta di 22, entrambi appartenenti a famiglie già note alle forze di polizia. Le indagini lampo sono state svolte dai carabinieri del comando provinciale, fino alla tarda serata del 6 novembre impegnati in perquisizioni, dopo l’assalto al portavalori Cosmopol che ritirava il denaro dal McDonald’s del centro commerciale Brin Park di Brindisi.

I diversi episodi criminali rientrerebbero in quella recrudescenza criminale trasformatasi in vera e propria faida, che sta mettendo a rischio la sicurezza pubblica e terrorizzando i cittadini. I casi che potrebbero essere collegati tra loro sono il ferimento di Stefano Borromeo (1° ottobre), Christian Ferri (4 ottobre), Damiano Truppi (2 novembre) e Loriano Marrazza (3 novembre). Inoltre attentati intimidatori a colpi di kalashnikov e di pistola, indirizzati anche contro persone apparentemente estranee alle logiche criminali, probabilmente per rendere più convincenti le richieste estorsive.

I due ventenni sottoposti a fermo di indiziato di delitto su disposizione della pm Simona Rizzo della Procura di Brindisi, sono stati individuati dai carabinieri al termine di complesse indagini come presunti esponenti di due clan rivali tra loro, ai quali sarebbe possibile ricondurre alcuni degli episodi criminali dell’ultimo mese. I reati contestati sono porto e detenzione di armi comuni e da guerra, tentata rapina, ferimento e spari in luogo pubblico.

Nel provvedimento di fermo vengono contestati fatti avvenuti fino al 1° novembre, data in cui i carabinieri hanno messo un primo punto all’attività investigativa per consentire alla pm di valutare la necessità di disporre il fermo e bloccare in tal modo la partecipazione dei due ragazzi alla guerra tra clan, di cui entrambi avrebbero potuto diventare potenziali vittime.