Quattro assalti armati in città: scattano gli arresti

Quattro assalti armati in città: scattano gli arresti

Dopo rapine a compro oro, bar, gioielleria e ricevitoria

I carabinieri di Brindisi hanno arrestato quattro presunti autori di altrettante rapine: l’assalto armato perpetrato la sera del 5 gennaio ai danni del Compro oro di via Sicilia, al rione Commenda; i due colpi messi a segno il 25 gennaio, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, prima nella gioielleria Fischetti di corso Garibaldi, dove un cliente venne ferito di striscio da un colpo di fucile a canne mozze, poi nella tabaccheria del rione Perrino, dove un ufficiale dell’Arma fu costretto ad aprire il fuoco contro un malvivente che gli aveva puntato il fucile contro, ferendolo non gravemente; l’assalto a una ricevitoria di San Vito dei Normanni situata in via XXV luglio, la sera del 23 gennaio.

A carico degli arrestati è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Brindisi, Tea Verderosa. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Brindisi al comando del capitano Luca Morrone. Si tratta di: Antonio Mangiulli, 27 anni, di Brindisi, Emilio Valenti, 25 anni, di Brindisi, Roberto Nigro, 50 anni, di San Vito dei Normanni, Teodoro Valenti, 44 anni, di Brindisi. Antonio Mangiulli ed Emilio Valenti vennero arrestati in flagranza di reato il 25 gennaio, per la doppia rapina in gioielleria e in tabaccheria. Qualche giorno dopo, a Mangiulli venne notificata anche un’ordinanza di custodia cautelare per la rapina al Compro Oro. A Emilio Valenti è stata anche contestata la cessione a un parente di un quantitativo di marijuana, del valore pari a circa 130 euro.

Il Compro oro, 5 gennaio. L’assalto al Compro oro di via Sicilia sarebbe stato perpetrato da Mangiulli, Emilio Valenti e Teodoro Valenti. Quest’ultimo nel ruolo di concorrente materiale, i primi due nelle vesti di esecutori materiali. Questi, infatti, dopo aver minacciato una dipendente con una pistola impugnata presumibilmente da Mangiulli, si sarebbero fatti consegnare l’incasso, pari a circa 4mia euro.

Il bar-ricevitoria di San Vito dei Normanni, 23 gennaio. Lassalto alla ricevitoria di San Vito dei Normanni è contestato a tutti e quattro gli indagati, in concorso con un quinto complice tuttora ignoto. Teodoro Valenti avrebbe ricoperto il ruolo di concorrente materiale. Emilio Valenti, Mangiulli e Nigro sarebbero stati gli esecutori materiali del colpo. Questi, dunque, avrebbero fatto irruzione nel bar-ricevitoria di via XXV luglio, azionando un estintore per creare una cortina fumogena. Poi hanno minacciato il proprietario puntandogli una pistola, proferendo la seguente frase “Ti uccido, oggi ti uccido”. Successivamente hanno esploso un colpo di pistola all’indirizzo del malcapitato, fortunatamente senza centrarlo, e si sono impossessati del cassetto contenente l’incasso, pari a oltre 12mila euro, oltre a vari libretti di assegni, carte di credito/bancomat, bancoposta, carta di libretto postale. Una volta all’esterno del locale, sarebbero fuggiti a bordo della solita Fiat Croma.

Gioielleria e tabaccheria, 25 gennaio. Tutti e quattro gli indagati sono accusati anche di aver preso parte al doppio assalto armato del 25 gennaio. Da quanto appurato dai carabinieri, Nigro avrebbe svolto il ruolo di palo e di autista della Fiat Croma a bordo della quale la banda ha raggiunto la gioielleria Fischietti di corso Garibaldi. All’interno dell’attività commerciale avrebbero fatto irruzione Mangiulli e Valenti, accusati di essere gli esecutori materiali della rapina. Uno dei due, armato di fucile a canne mozze, ha minacciato il proprietario e poi ha esploso un colpo che ferito di striscio alla gamba un cliente, dipendente della base Onu. Ma grazie alla reazione dell’esercente, i malfattori sono fuggiti a mani vuote, per poi dirigersi verso la tabaccheria situata in via Tevere.

Qui si sarebbe ripetuto uno scenario analogo all’assalto di pochi minuti prima. Nigro, infatti, è rimasto alla guida della Croma, mentre Mangiulli e Valenti si introducevano nel locale, sfondando la porta di ingresso. Dopo aver puntato la lupara contro il titolare, i banditi, si sono impossessati del registratore di cassa e di denaro contante presente in altri cassetti e di alcune stecche di sigarette.

Mentre uscivano dalla tabaccheria, i due malviventi sono stati intercettati da una pattuglia del Norm della compagnia di Brindisi. Dopo che i militari hanno intimato l’alt, Mangiulli, uscito dal negozio impugnando il fucile, avrebbe puntato l’arma all’indirizzo di un carabiniere, che per difendersi ha esploso un colpi di pistola, ferendo di striscio il rapinatore, poi ricoverato presso l’ospedale Perrino. Nigro riuscì a dileguarsi con la Croma. La vetrura venne rinvenuta poche ore dopo nei pressi dello scalo ferroviario di San Vito dei Normanni, completamente carbonizzata. Teodoro Valenti è considerato concorrente materiale dei due colpi.